Palio, Contrade e… parole in libertà

Con la crescita delle difficoltà in cui si dibatte la città di Siena e l’accentuarsi della campagna elettorale si assiste ad un costante rilascio di dichiarazioni ad effetto, su quello che le contrade dovrebbero o potrebbero fare per venire in contro ai bisogni della nostra comunità, puntualmente amplificate dalla stampa.

Alcune sono chiaramente il frutto di situazioni emotive e comprensibili mentre altre sono altrettanto chiaramente frutto di calcolo personalistico, entrambe però sono assolutamente senza senso e frutto di una non conoscenza di cosa fanno le contrade oltre che di quali sono le basilari disposizioni organizzative e legali che governano il Palio (norme sulla sicurezza, obbligo di certificazioni, livelli di responsabilità legale, assicurazioni obbligatorie, ecc..).

Un punto deve essere chiaro di partenza: il Palio non è una festa organizzata dalle Contrade.

Il Palio è la festa della Città e antico Stato di Siena, voluto da coloro che governavano la Repubblica per riaffermare l’autonomia e la forte coesione della nostra comuntià e che ha visto le Contrade interpreti e tutori di un ruolo fondamentale per la sua riuscita. Questo è il senso vero del Palio dal Trecento fino ai nostri giorni e, anche se oggi tutto sembra crollare, c’è una sola possibilità di riprenderci: non dimenticare da dove veniamo e smettiamo di parlare del Palio e delle Contrade in modo strumentale.

Momenti difficili si sono avuti anche in passato e questo non sarà neppure l’ultimo, ma se sapremo mantenere forte il senso della nostra identità il futuro vedrà ancora Siena protagonista della sua storia e questa non potrà che essere segnata dalla sua specificità, dalle Contrade e dal Palio.

Certo nei tempi recenti si è visto essenzialmente il lato festaiolo e l’indotto turistico che l’immagine internazionale del Palio ha generato per la città ma, se dei correttivi sono necessari e le contrade per quanto di loro competenza si sono già mosse in questa direzione, non dimentichiamo mai che il livello di benessere raggiunto dalla città e la salvaguardia del suo immenso patrimonio artistico ed architettonico è indissolubilmente legato a delle radici ora fortemente compromesse ma sulle quali dobbiamo investire ancora e con convinzione.

Il Magistrato invita tutti i contradaioli a tenere ben ferma la convinzione che si sta lavorando per il bene della città, delle Contrade e del Palio ed ad evitare di rilasciare inutili e superficiali dichiarazioni, che non fanno altro che generare confusione e accentuare le non semplici difficoltà in cui la città si sta muovendo.

Il Magistrato delle Contrade